Should we dance? || Heeseung x Reader || - 1. - Wattpad

Should we dance? || Heeseung x Reader ||

di Izumi02_

Y/N ha sempre soppresso ciò per cui era al mondo, il suo vero talento, per paura di essere giudicata, e ciò l'ha portata a vivere nell'ansia e nell'insicurezza. Heeseung, invece, è un ragazzo molto sicuro di sé e delle sue capacità. Ma nasconde un segreto.

Era il primo giorno del mio ultimo anno di superiori. Rimasi a fissare quella grande entrata con un sorriso nostalgico, prima di decidere di mettere finalmente piede nell'atrio. Era pieno di ragazzi, visi conosciuti si mescolavano a volti nuovi che esprimevano smarrimento ma anche tanta curiosità di sapere cosa gli sarebbe accaduto là dentro. In un certo senso anche io lo ero. Ho sempre visto l'ultimo anno come il più atteso e il più significativo del mio percorso scolastico, qualcosa che avrei superato insieme ai miei compagni e soprattutto insieme a Yeji, la mia migliore amica.

<> mi disse abbracciandomi. Yeji era il mio opposto. Una ragazza socievole, che ama mettersi in mostra e stare al centro dell'attenzione, ma nonostante la sua grande autostima, era sempre pronta ad aiutare chi ne avesse bisogno. Io invece sono sempre stata una persona molto introversa che parla poco di sé stessa. E furono proprio queste differenze a farci incontrare a far nascere la nostra amicizia.

Ma una cosa che non cambiava mai negli anni durante il primo giorno, era la gente che parlava della festa che si sarebbe tenuta la sera stessa, organizzata dai ragazzi usciti l'anno precedente. Era un rito che si ripeteva ormai da anni, della quale io ho sempre rifiutato di partecipare.

<<Sarà il nostro ultimo anno, devi venire per forza>> continuava a ripetermi Yeji. <> La ragazza abbassò lo sguardo e il suo sorriso si spense. capì che questa volta ci teneva veramente alla mia presenza e mi forzai di accettare. <> Per poco non saltava dalla gioia. Aveva sempre desiderato scegliere il modo in cui vestirmi e truccarmi, ma ogni volta rifiutavo categoricamente. Adesso, però, mi sembrava il minimo per ripagare tutta la gentilezza e la pazienza avuta con me in questi anni. Mi raccomandò di arrivare puntuale alle 15:00 a casa sua, per avere il tempo perfetto per preparare tutto.

Finite le lezioni tornai a casa. Ad aspettarmi in cucina c'erano mio padre, seduto sul tavolo da pranzo, e mia madre impegnata a cucinare. Salutai entrambi e dopo aver posato lo zaino e il giubbotto sulla sedia della mia stanza, li raggiunsi per mangiare. Nonostante odiavo farlo, mi ritrovai costretta a raccontare come fosse andata la mia giornata e i miei furono veramente eccitati nel sapere che la loro figlia si sarebbe finalmente divertita, piuttosto che stare a casa in compagnia dei suoi videogiochi.

<<Y/N>> quando mio padre pronunciava il mio nome in quel modo così serio, capivo subito quale sarebbe stato l'argomento. <<I test per le università della città saranno tra pochi mesi. Hai finalmente deciso cosa fare?>> Questa era la cosa che mi metteva più ansia in assoluto. Sono sempre stata molto indecisa sul mio futuro, e ho sempre rimandato questa decisione alla me più matura e, possibilmente, con le idee più chiare, ma non fu così. Per l'ennesima volta dovetti dare una risposta negativa. <<Sei la nostra unica figlia, e voglio che tu cresca con un futuro stabile, un lavoro, una famiglia. Ma tu non ci stai mettendo impegno per realizzare ciò>> aggiunse mia madre con aria preoccupata. <<Ma siete veramente sicuri che sia questo ciò che voglio io?>> <<Y/N non iniziare con i tuoi stupidi sogni da ragazzina. Andrai all'università e otterrai una bella laurea.>> Mio padre, fin da piccola, mi aveva sempre fatto credere che avrei potuto fare qualsiasi cosa desiderassi, ma crescendo mi resi sempre più conto di quanto fosse una bugia. Continuava sempre a domandarmi cosa avevo in mente per il futuro, senza rendersi conto di quanta ansia sia cresciuta dentro di me. E credetti proprio di aver raggiunto il limite quando davanti a quella discussione, delle calde lacrime iniziarono a scendere sul mio viso.

Mia madre si avvicinò per consolarmi, ma io la respinsi. Mi alzai dal tavolo, in un borsone sistemai ciò che mi sarebbe servito per quella sera e per passare la notte da Yeji, e uscì di casa.

<<Avevo detto alle 15:00, ma non pensavo saresti venuta anche mezz'ora prima>> mi disse aprendo la porta di casa sua. <<Non volevo rimanere un secondo di più in quella casa>> Mi lanciò un'occhiata interrogativa, ma sapeva che odiavo parlare dei miei problemi, quindi si limitò a farmi antrare. Nella sua stanza aveva già sistemato sul suo enorme letto i vestiti che avremmo dovuto indossare quella sera: <<Per me questo bellissimo vestito lungo blu. Sta benissimo con i miei capelli biondi, non trovi?! e per te, un tubino rosso e questa cintura nera da stringere in vita>>.

La prima cosa che fece fu truccarmi. Io odiavo farlo, non mi ci vedevo bene, ma quella volta, dopo essermi guardata allo specchio, capii di poter essere più attraente di quanto pensassi. Era un trucco abbastanza neutro ma che riuscì a far risaltare tutti i miei lineamenti in modo perfetto e delicato.

Finito questo, mi fece indossare il vestito e mi accompagno in bagno dove con una piastra mi fece delle dolci onde ai capelli, prese i ciuffi più avanti e me li fermò dietro la testa con un fermaglio. <<Guardati, sei proprio bellissima>> Mi posizionò davanti ad un grande specchio nella sua camera. Per la prima volta in vita mia mi sentivo bene. Riuscì ad apprezzare il mio corpo magro e le mie sottili gambe, il mio viso, i miei capelli. ogni cosa era perfettamente al suo posto. <> Dissi sorridendo a Yeji attraverso lo specchio.

Adesso era il suo turno, e per prepararsi impiegò diverse ore. Voleva essere soddisfatta di ogni singolo dettaglio, e posso giurare di averla sentita urlare dal bagno contro un ciuffo che non voleva stare al suo posto.

Quando finalmente riuscì a concludere il suo look, uscimmo di casa per dirigerci alla festa.